COME LA GLAUCA FOGLIA

Mi sono sempre parsi come Cristi crocefissi agli scoscesi, gli ulivi. Aperti a una drammaticità atta e necessaria a denunciare grandi colpe. Sono rimasti gli stessi, loro, in quel tempo che dura nel tempo, avendo sempre i mezzi e la forza da insegnare la vita.

Pare tengano il segreto e la dignità del dolore, quello delluomo e di tutte le piante, così rudi e nodosi, come da spasimi contorti. Ad ogni scatto era come se abbracciassi la corteccia della pianta (l'ho anche fisicamente fatto), sentendo un sollievo allo sterno. E pensavo che il Padreterno, per chissà quale sbaglio o suo sfizio, avesse impastato insieme uomini e piante, e che ognuno di noi fosse una pianta vestita di carne: che ne so, . quelli forti come le querce, quelli vuoti come i sambuchi, oppure avari come i fichi che neanche fioriscono, quelli effimeri che odorano di tiglio o quelli remissivi come i salici. Per quanto mi riguarda, penso di rispecchiarmi nella pace, nella saggezza e la proiezione dell'ulivo, pianta la più vecchia sulla faccia della terra, viva nel presente, aperta al futuro come forse nessun'altra.